Festa patronale di Nova Milanese

Sabato, 16 Settembre 2023

Carissimi   

eccoci di nuovo alla festa patronale di Nova. Una comunità non può non fare festa, le feste patronali sono nate per onorare il Santo patrono in questo caso S. Antonino Martire e cadevano sempre in tempi particolari per la vita contadina. In questo caso era la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, tempo in cui il raccolto del frumento era terminato e ci si apprestava al raccolto del granoturco. Ecco perché alla festa di Nova è stato associato ul furmentun che era il modo dialettale di chiamare il granoturco ed ecco perché la benemerenza civica più grande del nostro comune sono i Luit, cioè la pannocchia, il frutto del granoturco. Nella cultura contadina il granoturco era importante serviva per l’alimentazione delle persone con la polenta e il pane giallo, serviva per il maiale, le galline e tutti gli animali da cortile. Il granoturco era sostegno alla famiglia, in mezzo al campo venivano messe le patate, le verze che anche queste, insieme al latte della mucca, era il principale alimento della famiglia contadina. Questo è quel che era Nova quando nei cortili erano tutti contadini, oggi Nova non è più così. Metà della sua popolazione proviene dal Sud dove è più facile l’olio e il vino, che sono sempre frutti della terra. La gente di Nova impegnata nel lavoro dei campi è pochissima, riconosciamo solo quei ragazzi che hanno gli orti vicino al mercato del sabato. La festa patronale, che diventa anche festa civica di un paese, è fatta certamente per guardare come eravamo, ma permettetemelo non basta. Le tre domande fondamentali a cui dobbiamo rispondere sono sempre quelle: Chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo.

CHI SIAMO è una domanda che abbiamo smarrito, i nostri vecchi sapevano chi erano, erano uomini e donne, bambini e bambine, famiglie, battezzati e la maggior parte praticanti nella fede, tutto girava attorno a Gesù e alla sua Chiesa. Anche oggi nel nostro paese ci sono tante edicole mariane che vanno smarrendo i colori ma ogni cortile aveva sul muro l’effige di Maria.

DA DOVE VENIAMO tutti veniamo da famiglie contadine sia quelle che coltivavano il granoturco sia quelle che avevano gli ulivi, tutti centrati su Gesù perché il lavoro dei campi ti centrava su Gesù.

DOVE ANDIAMO questa è la domanda che ci chiede uno sguardo e un sogno, la città , le parrocchie, le persone, credenti o non credenti devono porsi questa domanda, dove stiamo andando? Certo siamo entrati in una società  post-moderna, qui Dio, Gesù, la Chiesa non sono più centrali, l’uomo è almeno centrale? qualche volta ho l’impressione di no perchè tutto è costruito in funzione della scienza e della tecnica e chi non riesce ha centrarsi su questo nuovo idolo, è fuori, non ha luogo e modo per farsi presente, è incapace di entrare in sintonia addirittura ha bisogno di qualcuno sperando di trovarlo che l’aiuti ha contattare qualunque tipo di ufficio. Dove andiamo forse dovremmo dire che siamo già arrivati.

Novesi carissimi la festa patronale ci aiuti a guardare con fiducia il mondo che sta venendo avanti cercando di creare quei legami di solidarietà, di vicinanza di fede, che ci permettono di stare dentro quel mondo, perché siamo in rete gli uni vicini agli altri, ascoltando  quell’insegnamento intramontabile di Gesù è avendo davanti agli occhi quel testimone esemplare che è stato il nostro S. Antonino.

 


don Luigi Caimi


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