2 giugno Festa della Repubblica

Venerdì, 28 Maggio 2021

Carissimi  

Mercoledì 2 giugno ricorre la Festa della Repubblica, non dovrebbe essere festa di un ricordo lontano, di una scelta fatta dai nostri papà e dai nostri nonni, ma dovrebbe essere celebrazione che educa alla democrazia, alla libertà e alla partecipazione, perché questa fu la scelta di allora. Riconquistata la libertà, il popolo italiano scelse 75 anni or sono la Repubblica, attraverso il referendum del 2 giugno 1946. Dopo gli orrori del fascismo e del nazismo che avevano voluto la guerra, l'Italia poneva le basi di un ordinamento democratico, attraverso una nuova struttura di stato e una nuova costituzione, frutto di un confronto acceso e leale tra le diverse culture presenti nel nostro paese, quella liberale, socialista, comunista e cattolica. Nel nome di un valore più alto come quello della libertà ci fu un serrato dibattito e come dicevo un confronto leale, i cattolici attraverso alcuni studiosi, come Aldo Moro, Amintore Fanfani, Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira si fermarono sul sottolineare il primato della persona e la piena libertà, non intesa però solo come libertà individuale ma sociale, la giustizia come dovere delle istituzioni pubbliche, la solidarietà come vincolo reciproco di bene. In quell'occasione ci fu anche l'estensione del voto a suffragio universale. In quell'occasione si tentò di tenere in equilibrio e ricomporre l'Unità dei diritti e dei doveri. Quelli della mia età sanno che noi venivamo educati solo ai doveri, non si parlava di diritti, era certamente sbagliato, noi in quanto persone abbiamo dei diritti e dei doveri, oggi come allora gli errori non mancano prima una società di soli doveri oggi una società di soli diritti. Quell'esperienza ci ricorda anche che gli italiani si misero insieme con il compito di ricostruire una nuova Italia, là dove c'erano solo macerie dovute a una guerra senza senso. La coesione di allora ci ricorda che guai se mancano le idee, ma guai se manca il confronto sulle idee e la possibilità di convergere sulle idee anche di altri per costruire un bene comune, che è bene di tutti. Personalmente sono un po' preoccupato per una società che continua insistere solo sui diritti, che intende il sociale e il politico come una partita di calcio dove si va per vincere senza l'ambizione di costruire la casa comune che è la casa di tutti. Dobbiamo avere il coraggio di un confronto leale e di far emergere sempre le migliori energie e le persone migliori a servizio del paese, altrimenti ogni tanto avremo qualche ponte Morandi e qualche funivia del Mottarone.

 


don Luigi Caimi


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