Carissimi, siamo finalmente alla Pasqua di Resurrezione...

Venerdì, 10 Aprile 2020

Carissimi, 

siamo finalmente alla Pasqua di Resurrezione.

Abbiamo vissuto una quaresima strana, abbiamo scoperto di essere contagiosi, abbiamo sentito dire da alcuni che il Coronavirus è un castigo di Dio per le nostre colpe, invece noi siamo certi che questo Coronavirus con tutto quello che segue è un’occasione perché l’amore di Dio si manifesti attraverso la dedizione fraterna, la solidarietà l’aiuto vicendevole, cose che non sono avvenute chissà dove ma che continuano ad avvenire anche qui a Nova Milanese grazie a Voi carissimi novesi.

Nell’archivio collettivo della nostra memoria rimarranno impresse alcune immagini che hanno segnato queste settimane devastate dal coronavirus:

il lungo corteo di camion dell’esercito che trasferiscono in altri cimiteri le bare che Bergamo non è più in grado di accogliere. Per me questa è stata una scena spaventosa che mi ha fatto capire la gravità della situazione; Papa Francesco che percorre le vie deserte di Roma diretto a alla chiesa del Crocifisso Miracoloso per affidare a Lui i vivi e i morti di questi giorni terribili; l’Arcivescovo Mario che sale sul tetto del Duomo per pregare la Madonnina messa li a protezione di Milano.

Nel cuore e nella mente abbiamo tante altre foto, reparti di terapia intensiva, medici e infermieri curvi sui malati, alpini al lavoro e sulle nostre strade gli autotrasportatori che continuavano a rifornire i nostri supermercati e gli uomini delle pulizie che passano regolarmente a raccogliere la pattumiera e a pulire le nostre strade.

Anch’io però ho una foto molto personale di questi giorni, nei miei occhi e nel mio cuore c’è l’immagine della nostra chiesa vuota, solo pochissimi entrano quasi con paura, pian piano però si è visto che alcuni passando dalla piazza non resistono e entrano nella chiesa, comunque sempre aperta, e li incontrano quel Gesù Eucarestia e Crocifisso sempre presente e accanto a Lui come sul calvario la Madonna che con il suo fare materno ci accoglie per quell’Ave Maria recitata capace di darci un po’ di coraggio.

Queste sono le immagini della nostra quaresima questa volta non pensata da noi, non fatta da noi, ma interamente pensata da Dio.

Ma eccoci finalmente alla Pasqua perché il grido “Cristo Signore è risorto” è risuonato nella nostra chiesa sabato notte in mezzo a una folla di credenti assenti, ma presenti, siete stati tutti rappresentati dal Sindaco presente con la fascia tricolore per dire che, si, in quel momento lui era li per rappresentare la nostra città, citta che crede nella resurrezione di Gesù ma una citta che ha voglia anche di risorgere di uscire da questo momento così difficile per tutti.

Ma eccoci alla Pasqua, essa non toglie immediatamente le realtà drammatiche in cui l’uomo d’oggi vive, lascia anche la drammaticità della passione di Gesù, ma viene a dirci ancora una volta che Cristo è vivo nella chiesa, nella storia e se Lui è vivo, è vivo per continuare ad amarci ed è vivo per non impedire a noi di amare, ma ci rende possibile sperare e amare sempre di più.

Cristo ci assicura che chi vive nell’amore anche la sofferenza e la morte, non è abbandonato da Dio, ma è un accolto amato, avviato verso la pienezza della vita e della gioia.

Chi ama riceve la vita di Cristo ed è fatto capace di trasmettere vita intorno a se.

La gioia pasquale è gioia capace di fare memoria seria della croce di Cristo.

Ecco che la Pasqua allora è si risurrezione di Cristo che ha patito ed è morto, ma noi vogliamo che sia anche risurrezione di un popolo che non perde la speranza, di un popolo che proprio perché ha negli occhi Cristo Risorto è capace di farsi trovare lungo le strade per annunciare a tutti che Cristo è risorto e che questo è speranza per tutti noi oggi.

Cari fratelli e sorelle, certo è una Pasqua che non potete vivere nella gioia della famiglia, ma è una Pasqua da ricordare perché oggi come non mai abbiamo bisogno di Cristo risorto, vera speranza per il mondo.

 


don Luigi Caimi


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